Storie e parole, tra poesia e algoritmi

Foto di Seej Nguyen: https://www.pexels.com/it-it/foto/microfono-a-condensatore-d-oro-vicino-al-computer-portatile-755416/

Cosa resta di una storia se nessuno la racconta più? E cosa succede quando la voce umana incontra il linguaggio degli algoritmi?

La poesia è suono, ritmo, memoria collettiva. È voce che attraversa il tempo e le generazioni. Ma in un mondo sempre più dominato dalla tecnologia e dall’intelligenza artificiale, possiamo ancora parlare di poesia nel senso più puro?

Nell’ultimo episodio di Radio Terrazzo, abbiamo esplorato il legame tra la parola orale, la scrittura e il digitale, cercando di capire come l’arte possa evolversi senza perdere la sua essenza. Se vuoi scoprire come dialetti, poesia e tecnologia si intrecciano in un viaggio unico tra passato e futuro, continua a leggere e lasciati sorprendere.

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Il dio che rubava il burro

Hai mai rincorso qualcosa che sembrava sempre troppo veloce per te?
Un sogno, una persona, un traguardo. Corri, allunghi la mano, ma all’ultimo istante… sfugge.

E se fosse la vita stessa a giocare con te?

Oggi, 18 febbraio, si celebra madre Yasoda, una madre come tante. Ma suo figlio non era come gli altri. Suo figlio era Krishna.

Nella cultura indù, Krishna è una delle figure più amate: Dio fatto bambino, monello e mistico, dolce e inafferrabile. Gli studiosi lo chiamano l’Avatara Perfetto, i contadini di Vrindavana lo chiamavano “il ladro di burro”.

Ma Yasoda? Yasoda lo chiamava “figlio mio”.

Ed è qui che inizia la nostra storia in due episodi che vengono narrati ne Il Libro di Krishna, tratto dallo Srimad Bhagavatam, Decimo Canto.

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Cristicchi, la memoria e la paura della morte

Può una canzone davvero raccontare il dolore o resta solo una finzione emotiva? L’arte dovrebbe raccontare la verità, ma cosa succede quando si limita a sfiorarla senza davvero coglierla? Questa domanda mi è sorta leggendo una conversazione sulla mia bacheca Facebook scaturita dalla canzone Quando sarai piccola di Simone Cristicchi. Il brano affronta il tema della vecchiaia e della perdita di memoria, ma lo fa con un linguaggio che sembra più costruito per commuovere che per rappresentare l’esperienza reale di chi ha vissuto questo dolore.

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I tre errori più comuni di associazioni e organizzazioni locali

Tante associazioni e organizzazioni locali si impegnano a valorizzare il territorio, promuovere eventi e portare cultura. Eppure, spesso questi progetti falliscono nel lasciare un impatto positivo e duraturo. Perché? Gli errori più comuni si annidano proprio nelle buone intenzioni. Qui esploriamo tre di questi errori, con esempi concreti e spunti per evitarli.

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Totò, Leopardi e la rinascita dei piccoli paesi

Un viaggiatore solitario osserva un villaggio montano abbandonato, simboleggiando il contrasto tra la vita rurale in declino e la modernità che attrae verso la città. L’illustrazione cattura la bellezza malinconica di una cultura in abbandono, mentre il tramonto crea un’atmosfera di speranza per la rinascita. Credit immagine: Creata su richiesta specifica tramite DALL·E, 2024.

I borghi abbandonati in cima ai monti italiani raccontano la storia di un Paese che ha scelto la città al posto delle radici. Ma dietro ogni paese deserto, c’è una memoria che resiste. Essi hanno un grande ruolo nella storia dello spettacolo e della cultura in Italia e in questo articolo spiegherò in cosa consiste, come si è sviluppato nei secoli e come una simile questione ci riguarda oggi più che mai.

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L’Europa di Mezzo nei Caffè di Trieste

Di che cosa godi nella città in cui vivi o in quelle che attraversi? Italo Calvino suggerisce, a tal proposito, non le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda. Così che è bene avere chiaro in mente cosa chiedi a un luogo. Ciò avviene anche quando ci passi più o meno in rapidità, in un posto, quasi per caso. Perché magari sei lì ad osservare un po’ tutto. Ma poi ecco che una fontana, una facciata, un lungomare, una statua colpiscono il tuo interesse. Ed è lì che la domanda sorge.

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Quaresima, Carnevale e Commedia dell’arte

Foto di Diego Moretto

L’Italia è patria di diverse tradizioni popolari che hanno le loro radici nella notte dei tempi, che a volte scompaiono ma che poi tornano con forza. Esse sono legate ai cicli stagionali e quindi ogni periodo dell’anno ha la sue figure di riferimento. Tra Febbraio e Marzo c’è il passaggio tra il Carnevale e la Quaresima. A questi due sono dedicati due appositi personaggi in Salento che sono Paolino, che altrove è anche noto come Re Carnevale, da una parte, e sua moglie Quaremma dall’altra. Sono entrambi due vecchi. Paolino è un personaggio popolare della tradizione salentina, noto soprattutto durante il periodo del Carnevale: è un uomo che viene descritto come uno sperperatore, un ubriacone e un amante dei piaceri della vita. Al termine di questo periodo non a caso viene bruciato e gli subentra Quaremma.

Ami esplorare le tradizioni della Commedia dell’Arte? Puoi sostenere il mio lavoro con una piccola donazione. Anche un gesto simbolico è un grande aiuto per continuare a condividere contenuti come questo!

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Salvador Dalì, genio anche nel cinema

Immagine generata da Rytr

Il 23 Gennaio del 1989 moriva Salvador Dalì. È uno degli artisti più noti al mondo 🌏. Oltre che pittore e scultore è stato cineasta 📽. Voglio perciò ripercorrere in breve la sua carriera artistica iniziando dalla pittura per poi soffermarmi su due lavori cinematografici.

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Raffaele che è morto “solo un momento”

Raffaele Trinchera. Foto di Renato Spina

Chi volge lo sguardo ad Oria da sud o da nord, ne nota il profilo che si distende su diversi monti, da Sant’Anna, o ancor prima, fino alla torre dell’acquedotto. Oggi quella linea che disegna le torri del castello, il vescovado, la cattedrale e altri edifici la chiamiamo skyline ed è il panorama urbano al confine con il cielo, una linea appunto, che con i suoi ghirigori si fa racconto, si fa poesia per la sua essenzialità. E quest’ultima richiede un aedo.

Cominciava così un articolo del Gennaio del 2020 nel mio vecchio blog, oggi non più visibile, che avevo dedicato ad un caro amico che è ora scomparso, il 3 Gennaio scorso. Sto parlando di Raffaele Trinchera che una voce più autorevole della mia come Annamaria Andriani ha definito “cantastorie sognatore, divulgatore di allegria e bellezza in questo mondo angosciato e triste”. In quel post ho avuto modo di approfondire un po’ le sue scelte artistiche. Infatti proseguivo dicendo:

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Nel nome di Leonardo Vitale, artista della meraviglia

Leonardo all’opera negli anni ’90.

Leonardo Vitale è stato un artista salentino, nato a Ceglie Messapica (Br) nel 1952 e vissuto dall’età di ventuno anni in poi ad Oria (Br). Nella sua vita ha usato due strumenti: l’aerografo e i gessi. Con i primi ha realizzato scenografie per luna park, spettacoli viaggianti, trompe l’oeil, quadri e numerose personalizzazioni di caschi, moto, auto, ecc. È stato anche uno spray paint artist: realizzava paesaggi fantasy con le bombolette di vernice. Con i gessi è stato un madonnaro conosciuto in Puglia fin dal suo anno di esordio, il 1985. Non si possono contare le cittadine dove sull’asfalto ha dipinto i santi delle feste che si tengono un po’ ovunque. Suo malgrado, poi, è entrato nella cronaca a causa dell’aggressione, purtroppo per lui mortale, durante un tentativo di rapina il 4 ottobre 2021 a Lecce.

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