Santa Maria del Casale, tra leggende ed ex voto

Facciata della Chiesa di Santa Maria del Casale a Brindisi.

Santa Maria del Casale di Brindisi è una chiesa in un non-luogo, con accanto i depositi della seconda guerra mondiale dell’aeroporto militare, separati dal filo spinato, un po’ più in là le sagome degli aerei di linea e gli hangar, le auto di chi approfitta del piazzale per parcheggiare ed evitare le tariffe dell’aeroporto civile e poi via Maestri del Lavoro d’Italia, un’anonima via non solo nel nome ma anche nelle sporadiche abitazioni. Trovi l’edificio procedendo dal centro sulla via per San Vito dei Normanni e poi dopo la caserma dei pompieri imbocchi per il Casale che è un po’ quel quartiere giardino, almeno nelle apparenze, che si può vedere passeggiando sul porto di Brindisi da dove si vede, ai piedi della scalinata delle colonne terminali della via Appia, il monumento al marinaio che spesso è la cartolina della città. Ma davanti all’edificio medievale non sembra di essere in un giardino. Questo ho pensato durante la mia prima visita ad esso ieri, 28 settembre 2021. Siamo in un posto isolato, con vetri rotti per terra di qualche parabrezza sfondato dai ladri. Qui se un giardino c’è è quello all’interno del chiostro, al quale si accede dalla sagrestia, peraltro chiuso sulla strada da un più che necessario cancello.

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Tarzan e lo zoo

Tra gli eroi d’infanzia avuti in dote c’è Tarzan, di cui oggi si celebra la giornata a lui dedicata. E spulciando qualcosa su di lui mi sono accorto di una cosa che non sapevo: l’autore dei suoi romanzi, Edgar Rice Burroughs, prese ispirazione da Romolo e Remo: i due mitologici gemelli figli di Rea Silvia, discendente di Enea, e di Marte che sono all’origine della fondazione di Roma, che furono abbandonati alla corrente del fiume Aniene e allattati da una lupa.

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Fai un favore ai tuoi follower: posta di meno

Sei a favore dei tanti post e delle molte storie da pubblicare ogni giorno o preferisci l’arte del silenzio selettivo? Nel mondo rumoroso e frenetico dei social media, sembra che tutti vogliano gridare a gran voce. Ma, come in un buon film, forse è il silenzio tra le battute a creare la vera suspense.

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Luna, donne e portafoglio

young female blowing huge balloon in sky
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Ma se gonfi un chewing gum come un pallone poi ti trascina in cielo? Se riesci a metterci tutta l’aria che puoi, diventa grande? Se ti spolmoni e lo riempi, fin dove arriva?

Son domande che da ragazzino mi son fatto tante volte quando facevo i miei esperimenti con le Big Babol. Volevo creare una mini-mongolfiera che mi portasse su in cielo. Ma i risultati arrivavano fino a qualche centimetro e poi c’era l’inevitabile botto. Io intanto ci riprovavo di nuovo.

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Il teatro della vecchia sedia che aspetta un attore

Una vecchia sedia davanti a un portone in via Torre Santa Susanna, alla periferia di Oria (Br).

Anche in una via tra più note e trafficate di Oria, l’intrigo e il mistero possono trovarsi dietro ogni angolo. Oggi, ti invito a esplorare questa strada che nasconde un segreto intrigante. Scopri come un luogo comune può rivelare lati nascosti e storie sorprendenti.

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I dormienti, il bene e la giustizia

Nel mondo delle leggende, c’è una storia che cattura l’immaginazione, un racconto di sette fratelli che sfidano le persecuzioni, resistono a prove terribili e alla fine vengono murati vivi in una grotta. Questa non è la trama di un film d’azione hollywoodiano, ma una storia antica che ha affascinato generazioni. Oggi esploreremo il mistero dei Sette Dormienti e scopriremo come questa narrazione risvegli il nostro desiderio di conoscenza.

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Tre culacchi d’autore

Conosci i culacchi? Si tratta di racconti più brevi, rispetto ai più noti “Cunti”. Di solito sono satirici, a sfondo anti-clericale e si tramandano di generazione in generazione in Salento nella cultura popolare. Varie bocche in paese li raccontano e li abbelliscono a proprio gusto. A volte il soggetto è qualche aspetto più o meno buffo del costume. Altre volte ancora riprendono dei fatti curiosi, non importa se accaduti davvero o no. Un tempo erano queste le narrazioni della cronaca popolare, in modo non diverso da quel che faceva Matteo Bandello nel 1500 nelle sue Novelle. La prosa, poi, può anche ricordare quella comica e fulminea di François Rabelais. I culacchi più noti sono quelli di Papa Galeazzu, vera e propria maschera di Lucugnano, frazione di Tricase, protagonista di molti episodi picareschi.

Più di recente ne ho letto una buona raccolta in Dialettandoci di Vincenzo Sparviero. Nel mio spettacolo Mistero Salentino, ne adopero molti. In questo articolo voglio proporne tre che sono nati dalla mia penna. Per la verità si tratta di tre raccontini che hanno il sapore di questo genere letterario considerato minore. Eccoli qui di seguito. Buona lettura!

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Pagami per non fare nulla

Con Carlo Farina a via del Corso a Roma nel 2019

«Che fai porco 🐷? Vai a lavorare!». Nel 1971, a Ceglie Messapica, mio zio Tommaso dipingeva con fervore una tela nel cuore del centro storico. La sua passione venne interrotta da un parente che non riusciva a comprendere la sua visione artistica, ordinandogli di tornare a lavorare nei campi. Per fortuna non lo ascoltò e si mise a fare il ritratista a Piazza Navona a Roma. Una storia di sacrifici e visioni contrastanti.

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Voglio una vita che fa schifo come gli hamburger di Burgez

“Voglio una vita come quella dei film… voglio una vita come Steve McQueen” canta Vasco Rossi in Vita Spericolata. Io da tre giorni a questa parte la voglio come quella di Simone Ciaruffoli.

«Chi capperi è?». Fino a tre giorni fa non sapevo chi fosse. Ora eccomi qui a parlare di lui, della sua schifosa vita e di quanto m’intriga. Perché è un grande imprenditore? Sì, basta guardare cosa è riuscito a fare con Burgez. Perché è stato un sceneggiatore di successo? Sì, ha lavorato per Camera Café e scrive in un modo che non riesci a smettere di leggere. Perché è un markettaro figo? Sì e la sua Upper Beast Side lo dimostra.

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